Cari concittadini,
Questa è una lettera che nasce dal cuore, ma anche dalla coscienza. Una coscienza che non può più restare in silenzio, di fronte a una città che ci viene sistematicamente sottratta – non con la forza, ma con l’astuzia del potere e del silenzio complice.
Agrigento è la nostra città. Non dei deputati. Non dei super burocrati. Non dei dirigenti imposti. Non delle amministrazioni che da decenni recitano la parte dei padroni, dimenticando di essere – o meglio di dover essere – servitori del bene pubblico.
Io non cederò mai ai ricatti. Non mi lascerò intimidire da chi prova a impormi il silenzio con la minaccia o la pressione. Non sarò mai uno strumento nelle mani di chi gestisce il potere per interessi personali.
C’è chi da oltre vent’anni si illude di decidere elezioni e destini come se Agrigento fosse un affare di famiglia. Attaccano le persone, mai le idee. Colpiscono chiunque osi alzare la testa, convinti che basti delegittimare per conservare il controllo.
A questi signori dico con chiarezza: io non sarò mai ai piedi di nessun politico. Non rispondo a logiche di partito, non seguo ordini, non partecipo a teatrini. Ho rispetto per le istituzioni, ma disprezzo chi le svuota per farne scudi personali.
Il prossimo 6 settembre lanceremo un progetto per Agrigento. Un progetto non mio, ma di tutti. Non per il bene di qualcuno, ma per il bene comune. Non costruito nei corridoi del potere, ma nato tra le persone libere, tra chi ha a cuore questa città senza chiedere nulla in cambio.
Sarà un progetto aperto, trasparente, inclusivo. Senza padroni e senza sudditi. Nessuna bandiera, nessuna etichetta, nessun simbolo da difendere, se non la dignità di essere agrigentini.
Agrigento non è proprietà privata di nessuna sigla, nessun ente, nessun ordine, nessun consigliere. Non dell’ASP, del MEF, dell’INPS, del Consorzio dei Comuni, dell’AICA, dell’Ispettorato o di qualsivoglia struttura opaca. È di chi la abita con amore, di chi ci crede, di chi vuole risorgere, insieme.
Dentro di me c’è ancora quel ragazzo di razza “Campo”, che non si lascia spegnere. Quel giovane testardo, libero, ostinato, che non è mai stato al servizio di nessuno, se non della propria coscienza.
E proprio per questo oggi vi chiedo di esserci. Perché questo progetto non è di chi lo lancia, ma di chi lo abita. Non è mio. È nostro. Un progetto che rimette al centro la persona, non il potere. L’essere umano, non il dio denaro. Il valore della comunità, non l’ambizione individuale.
Il 6 settembre sarà solo l’inizio. Un inizio che ha bisogno di tutti voi. Chiunque ami Agrigento, con coraggio e con onestà, troverà spazio in questo cammino. Io ci sarò. E voi?
Giuseppe Di Rosa
Editore di Report Sicilia
Agrigento, 14 luglio 2025
